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CASTRUM NOVUM Featured

Venerdì, 28 Maggio 2021 13:19 Written by 
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Dagli anni 70 gli anziani parlavano di una antica città fortificata romana che doveva trovarsi da qualche parte a Santa Marinella, vicino al mare. Raccontavano che fosse una città con un grande presidio militare perchè quì sbarcavano commerci di ogni tipo. E' sempre stata ascoltata come una fiaba, una di quelle leggende che in tutte la parti del mondo girano di padre in figlio. Fino a quando il nostro direttore del Museo, L'Archeologo Flavio Enei decise di seguire quella fiaba.

Così con pochi volontari appassionati iniziarono a studiare, studiare e ancora studiare, ricercare, ipotizzare, verificare ed un bel giorno dopo vari tentativi, quando oramai ogni speranza sembrava perduta, come avviene sempre in questi casi ecco che come un raggio di sole inziano a venir fuori dei resti di alcune antiche mura. In un primo momento si è pensato alle solite mura di epoca romana che da noi praticamente trovi anche se scavi una buca con un cucchiaio da cucina. Ma l'occhio di Flavio, l'esperienza e la passione lo portavano a pensare che ci fosse qualcosa di più. Quindi continuò a scavare, ed ecco che iniziarono ad usicre fuori dei ritrovamenti incredibili. Non servì molto tempo per capire che si trovata davanti da un Castrum Fortificato. Insomma via, l'Italia è piena di Castrum fortificati. Ma quelle mure non finivano più e la cosa era curiosa. Le urla di gioia arrivarono al cielo nel momento in cui incampando in una pietra ci si rese conto che non era una normale pietra. Troppo levigata per essere un semplice sasso che usciva dalla terra, troppo tonda per essere una pietra che non si trova portata li dal mare o da un fiume, e perchè subito a fianco ne era presente una seconda e poi una terza ed una quarta. Scava! scava, scava, E' una strada! una strada romana. Quindi per favore fermi tutti e non muovete un solo passo perchè qui si! abbiamo trovato un Castrum ma non un normale Castrum, quì c'è una strada e se c'è una strada c'è una città. Signore e Signori questo è il Castrum Novum di cui parlavano i nostri nonni. 

Ma dai!! stai scherzando? Quella è una leggenda! Quando però iniziarono a venire fuori le vecchie case, le monete, le statue ed i mosaici, nessuno disse più che era una leggenda. Il Castrum era stato trovato. Iniziò il tam tam internazionale. La scoperta era troppo importante, specilmente perchè vennero trovate le antiche terme ed il teatro. già viddè la luce il l'antico teatro Romano. Subito il governo nazionale si interessò alla cosa, e l'attuale Sindaco riuscì ad avere dei finanziamenti per continuare gli scavi. Arrivarono università dal Belgio e dalla Francia. il rinvenimento di un’ampia piazza pavimentata, basamento forse del Foro dell’antica Città di Castrum Novum. Oggi il Castrum viene datato  III secolo a.c. è venuta fuori la caserma, e ora, anche quella della piazza del foro che sorgeva al centro di Castrum Novum città che fu abitata, almeno per otto secoli fino al V secolo dopo Cristo. Quello che il direttore del Museo Civico, esperto appassionato archeologo e ricercatore, ha ipotizzato fosse il Foro, è apparso pavimentato in pietre e ha un cippo di delimitazione dello spazio pubblico

Da questa area, si aprono una serie di ambienti, ancora tutti da indagare, ma che potrebbero portare ad altre importanti scoperte.Da molto tempo ormai un intero mondo scientifico ed universitario lavora in collaborazione con il Gruppo Archeologico Caerite che presidia volontariamente per 365 giorni l’anno il sito e gli scavi garantendone l’integrità, la pulizia e la possibilità di fruizione da parte dei visitatori. Santa Marinella è anche uno dei pochi Comuni d’Italia ad aver ottenuto una autorizzazione agli scavi da parte del Ministero per i Beni Culturali in un sito che rappresenta un esempio unico di città fortificata definita dalla comunità scientifica internazionale come la più grande città fortificata del mediterraneo. 

A Santa Marinella è appena venuto alla luce il Foro dell’antica colonia di Castrum Novum, la fortezza romana costruita all’epoca delle guerre puniche, nella prima metà del III secolo a.C., per il controllo del litorale lungo l’asse della via Aurelia. Una scoperta molto importante secondo gli esperti perché consente di capire esattamente la formazione delle fortezze romane e di conseguenza che tipo di attività si svolgesse fra le mura fortificate.

Il Foro con le statue perdute

“Il Foro della città – spiega Flavio Enei, direttore scientifico del progetto Castrum Novum - è posto esattamente nel mezzo dell’abitato tra le due porte principali.  La grande piazza, forse ampia circa 25 metri, si presenta pavimentata in basoli di calcare e  bordeggiata da un portico colonnato sul quale si aprono ambienti di probabile funzione pubblica frequentati almeno fino al V secolo d.C. Nella pavimentazione, forse della prima epoca imperiale, sussistono i resti del basamento di una grande struttura in opera reticolata a pianta rettangolare ancora in corso di scavo”. Non solo: parti di capitelli corinzi compositi, di colonne e rivestimenti in marmo, indicano l’antica ricchezza della decorazione architettonica del complesso che doveva ospitare diverse statue a grandezza naturale e più grandi del vero, come testimoniano i numerosi frammenti in marmo e bronzo rinvenuti in tutta l’area interessata dallo scavo.
 

Avanti con gli scavi in vista del nuovo parco

A Santa Marinella si continua a scavare, grazie al recente finanziamento della Regione e dell’impegno pluriennale sul campo, in archivio e in biblioteca, degli studiosi e ricercatori di università francesi (Lille e Amiens), della Repubblica Ceca (Ceske Budejovice, Pilsen), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, insieme ai volontari e agli archeologi del Gruppo archeologico del Territorio Cerite, operanti nel Museo civico di Santa Marinella che, fin dal 2010, ha promosso e coordina il progetto di ricerca come concessionario degli scavi, sotto la supervisione della Soprintendenza per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.
Risultato? “Vogliamo fare di tutta la costa – spiega il sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei – una zona archeologica a cielo aperto, che va da Santa Marinella fino al Castello di Santa Severa. E abbiamo già avviato il progetto della realizzazione del Parco archeologico urbano di Castrum Novum, che sarà possibile rendere operativo a breve, progettata e fatta propria dall’amministrazione comunale di Santa Marinella e finanziata dalla Regione Lazio nel 2019. Castrum Novum - continua Tidei - è un esempio di come le amministrazioni  locali possano contribuire alla ricerca, alla tutela e alla valorizzazione del bene comune in funzione di uno sviluppo culturale e turistico ben compatibile con l’ambiente e costantemente rinnovabile. Gli scavi sono un laboratorio scientifico dove è stato possibile trovare la sinergia tra istituzioni centrali e locali e sperimentare con ottimi risultati una formula innovativa di collaborazione stretta tra università e volontariato archeologico".

 

Il complesso dei ritrovamenti

La scoperta del Foro è insomma solo l’ultimo colpo perché in questi anni sono stati rimessi in luce lunghi tratti delle mura urbane con il ritrovamento dell’angolo orientale del castrum e della relativa porta Est. Non solo: si è scoperto un lungo tratto del decumano della città, sul quale si apre un portico con probabili tabernae e ambienti pubblici prossimi al Foro; sono stati esplorati alcuni settori della caserma e delle domus che si impiantano sui suoi resti e individuato un possibile impianto termale; è stata meglio definita, tramite prospezioni, la struttura del teatro sito presso l’angolo Nord Ovest del circuito murario, del quale si è compresa finalmente l’estensione completa.
Nello specchio di mare antistante la città, nella rada portuale difesa dal promontorio di Capo Linaro, le indagini sono proseguite in relazione ai grandi impianti di itticoltura, con lo studio dei resti delle peschiere, del porto e dei fondali prospicienti, nonché con la documentazione e lo studio della lunga sezione esposta dall’erosione marina sulla spiaggia. “I dati raccolti nel corso degli scavi – continua il professor Enei - raccontano un’intensa frequentazione dell’area castronovana, protrattasi per un tempo lunghissimo, a partire dal Neolitico fino all’età del ferro e in epoca etrusca, prima della deduzione della colonia romana vissuta poi per ottocento anni circa, tra il III secolo a.C. e il V-VI secolo d.C.: una lunga vicenda plurimillenaria, della quale alcune nuove immagini e testimonianze cominciano ad emergere dalla terra e dal fondale marino”.
 

L'opera di manutenzione

Ma non c’è solo questo perché oltre al grande lavoro di ricerca si è proceduto in parallelo con l’opera di continua manutenzione e pulizia dell’area archeologica, nonché a diversi interventi di restauro per la conservazione delle strutture rimesse in luce sia all’interno del castrum che all’esterno sulla costa, nel balneum e nell’Edifico Quadrato lungo la via Aurelia. "E poi - spiega infatti la dottoressa Rossella  Zaccagnini della Soprintendenza - grazie a questi scavi è stato individuato quello che era un sito conosciuto solo per rinvenimenti dell’Ottocento. Ora invece il Castrum torna di attualità: tutto questo è importante perché dimostra come con un'attenta sinergia fra comune e sovrintendenza si possa restituire a tutta la comunità un luogo storico importantissimo".
 

VI LASCIAMO QUALCHE FOTO PER FARVI SOGNARE IN ATTESA CHE POSSIATE VENIRE A CAMMINARE IN UNA ANTICA CITTA' ROMANA.

 


 

Read 86 times Last modified on Martedì, 29 Giugno 2021 11:37
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